Rughe ed Acido Ialuronico

Rughe ed Acido Ialuronico

  • 22 Nov 2021
  • Luisa Mariano

Rughe ed Acido Ialuronico

Karl Meyer il biochimico che nel 1934, isolò per la prima volta la molecola all’interno dell’umore vitreo bovino. 

I ricercatori battezzarono la sostanza Hyaluronic Acid, dall’unione delle parole Hyalos, che in greco antico significa vitreo, e Uronic Acid (Acido Uronico). Negli anni ‘60, altri scienziati ne scoprirono la presenza anche in diversi tessuti del corpo umano.

Da allora la ricerca scientifica iniziò a comprenderne l'utilizzo in estetica, cosmetica ed ortopedia dell'acido ialuronico, del suo ruolo fondamentale nel metabolismo cellulare e nei processi fisiologici di riparazione dei tessuti.

In quegli anni iniziarono le prime applicazioni cliniche in campo umano per la cura delle lesioni cutanee e, successivamente, negli anni ‘80, l’acido ialuronico cominciò ad essere impiegato nella chirurgia della cataratta.

 Negli anni ‘80, la sostanza iniettata direttamente nelle cavità articolari cominciò a rivelarsi efficace anche per il trattamento dell’osteoartrosi, affermandosi successivamente anche nel campo della medicina estetica, l’uso ormai più noto dell’acido ialuronico.
COMPOSIZIONE CHIMICA
È un polisaccaride lineare con ripetizioni disaccaridiche di acido D-glucuronico e N-acetilglucosammina sintetizzato nei fibroblasti e poi rilasciato nello spazio extracellulare tra le fibre di collagene, dove il suo network polimerico funge da supporto alla matrice extracellulare. Grazie alle sue proprietà fisiche e alla capacità di legare l’acqua, l’acido ialuronico gioca un importante ruolo nel derma, mantenendo l’equilibrio di idratazione e assicurando elasticità e turgore. Il contenuto di acido ialuronico tende però a diminuire con l’età, causando graduali alterazioni della pelle, perdita di elasticità, comparsa di rughe e disidratazione.

Oltre il 50% dell’acido Ialuronico complessivo dell’organismo è presente nella pelle. Da ciò si può immaginare l’importanza del suo contributo allo stato di salute della nostra cute.
La maggiore quantità si trova negli organismi giovani. Infatti, la sua presenza diminuisce con il trascorrere del tempo a causa della distruzione operata dai radicali liberi ai quali siamo esposti (sole, inquinamento).
Con il passare del tempo la pelle si inaridisce e diventa rugosa. Si valuta che, a 50 anni, gli uomini e le donne posseggano solo la metà della quantità di acido ialuronico presente durante l’età infantile.

L’acido ialuronico è fondamentale perchè stimola la formazione di collagene e dei tessuti connettivi, aumenta la plasticità dei tessuti e garantisce l’idratazione della pelle. L’acido ialuronico insieme al collagene ed alle fibre elastiche costituisce l’impalcatura della nostra pelle, tale impalcatura ha il compito di conferire alla cute tonicità, elasticità, compattezza, turgore ed idratazione. 
Come una specie di “spugna molecolare”, l’acido ialuronico è in grado di trattenere oltre 1000 volte il suo peso in acqua.

Si utilizza in chirurgia plastica, l’acido ialuronico viene iniettato nel derma per ridare immediatamente alla pelle un aspetto liscio e rassodato.
In ortopedia è utilizzato per infiltrazioni dirette nelle articolazioni per il trattamento delle artrosi, lubrifica l’articolazione e attutisce gli stress meccanici, inoltre protegge la cartilagine dalla penetrazione di cellule infiammatorie e dagli enzimi degradanti.

Nei cosmetici viene utilizzato per la sua preziosa azione umettante, idratante e protettiva, stratificandosi sulla superficie cutanea e trattenendo l’acqua.
Applicare sulla cute sieri e creme a base di Acido Ialuronico garantisce la corretta idratazione nell’arco delle ore successive all’applicazione.
I preparati cosmetici in commercio contengono percentuali di Acido Ialuronico che variano dallo 0,01% all’1%, quando si incappa perciò in diciture che propongono concentrazioni al 40% o al 50%, si riferiscono alla percentuale
di una soluzione diluita di Acido Ialuronico, se così non fosse il cosmetico sarebbe estremamente colloso ed inutilizzabile.

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