Usa Argento Colloidale, Perchè Eliminare Del Tutto i Germi è Dannoso per L'Organismo.

Usa Argento Colloidale, Perchè Eliminare Del Tutto i Germi è Dannoso per L'Organismo.

  • 11 Ott 2021
  • Luisa Mariano

Dopo un anno passato a sanificare tutte le superfici della casa, a lavarci spasmodicamente le mani e a comprare gel disinfettante come se piovesse, è ora di farcene una ragione: dobbiamo smetterla di fare la guerra ai germi perché i germi sono fondamentali per il nostro organismo. A dirlo è un articolo de New York Times dal titolo “Can We Learn to Live With Germs Again?” e che intende, dunque, rispondere al quesito: “Impareremo di nuovo a convivere con i germi?”. Il professor Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, commenta così il tema ad HuffPost: “Siamo reduci dalla psicosi del lavare e detergere tutto. Ma ora sappiamo che il virus si trasferisce per via aerea, non attraverso il contatto con le superfici. I germi buoni che vivono con noi (il 98%) sono fondamentale per proteggerci dagli attacchi del 2% di germi cattivi. Volerli eliminare del tutto dal nostro corpo o dagli ambienti che frequentiamo significa indebolire il nostro sistema immunitario”.

Il corpo umano, esattamente come una foresta pluviale, fa da casa ad un vasto ecosistema di microrganismi. Quando l’ecosistema viene distrutto, le conseguenze non tardano a farsi sentire. “Il punto nodale - aggiunge Perno - è che l’eccesso di igiene non è innocuo. Tendiamo a pensare: ‘Va bè, male non fa’. Non è così. E per due ragioni: soprattutto i bambini, attraverso un incontro con i germi stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi. Un’educazione eccessivamente pulita comporta di fatto che il sistema immunitario sia poco stimolato, per cui quando l’organismo sarà attaccato dai germi cattivi sarà meno reattivo. Il secondo elemento è che il 98% dei germi con cui entriamo in contatto sono buoni, vivono con noi e sono fondamentali per il nostro benessere. Lo sono per tutta una serie di motivi: perché producono vitamine e altre sostanze che utilizziamo e perché fanno da barriera a quel 2% di germi cattivi che potrebbero attaccarci. Sulle mani, ad esempio, vivono milioni di batteri buoni per centimetro quadro. Se elimino continuamente e costantemente questi germi buoni non solo riduco la capacità dell’organismo di reagire, ma lascio anche la strada libera ai germi cattivi”.

Secondo il professor Perno, non deve passare il messaggio che lavarsi le mani sia sbagliato. Lavarsi le mani rimane un presidio essenziale di igiene e benessere, assolutamente. “Acqua e sapone alcune volte al giorno sono più che sufficienti - spiega - per un’igiene attenta e adeguata. Di contro, non ha senso usare spasmodicamente tutti quei disinfettanti che dicono di eliminare il ’99% dei batteri’. Questa eliminazione è incomprensibile. I germi servono all’organismo. Dunque ci vuole buon senso ed equilibrio”. Per sottolineare il loro ruolo, il microbiologo fa un altro esempio: “Prendiamo in considerazione i batteri che vivono nell’intestino. Quando un bambino prende un antibiotico non è raro che abbia episodi di diarrea. Questo accade perché con gli antibiotici elimino anche i germi buoni e quelli cattivi si insinuano nello spazio normalmente occupato dai germi buoni, e producono danni”.

Quello del lavaggio delle mani, così come quello della sanificazione degli ambienti, è un tema molto dibattuto: se all’inizio della pandemia si disinfettava perfino la spesa e le città sanificavano le strade per paura di un possibile contagio Covid tramite le superfici, oggi sempre più studi attestano che la trasmissione avvenga prettamente per via aerea. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC, tra le principali istituzioni sanitarie negli Stati Uniti) dicono, che il rischio di trasmissione del coronavirus attraverso le superfici è basso, e che in molti casi non è necessario disinfettare oggetti e superfici per ridurre i rischi di contagio. L’aggiornamento dei CDC rispecchia quanto sostenuto negli ultimi mesi da esperti e ricercatori. L’eventualità di entrare in contatto con qualcosa di appena contaminato, come una maniglia, e di toccarsi successivamente la faccia è piuttosto rara e implica che avvenga in tempi brevi rispetto all’avvenuta contaminazione, senza contare che al di sotto di una certa concentrazione virale il contagio avviene difficilmente.

Fare la guerra indiscriminata ai germi, dunque, non è sano. In microbiologia, ci svela Perno, i germi buoni vengono solitamente chiamati “i commensali dell’organismo”, perché condividono la tavola con noi e collaborano al nostro benessere. Cosa succederebbe se dalla nascita venissimo privati del contatto con i batteri? Il dottor Graham Rock, professore emerito in microbiologia medica alla University College London, paragona sul New York Times il nostro sistema immunitario ad un computer. I microbi che incontriamo durante la nostra vita quotidiana, per mezzo di altre persone o semplicemente negli spazi che frequentiamo, sono i dati che il sistema immunitario utilizza per programmare e regolare le sue operazioni. Nel caso in cui non fossimo esposti ai batteri, soprattutto all’inizio della nostra vita, il nostro sistema immunitario propenderebbe per il malfunzionamento. Potremmo così soffrire di allergie, asma, obesità, diabete di tipo 2 e altre malattie croniche.

L’esposizione ai batteri buoni è essenziale per la salute. Al contrario, vivere in un ambiente privo di batteri potrebbe danneggiarci. “Facciamo l’esempio di una persona che ha sempre vissuto in una camera sterile - afferma il professor Perno -. Finché si trova là dentro magari sta bene. Ma appena esce rischia perché il suo corpo non ha prodotto anticorpi contro i germi cattivi”. Privandoci del contatto con i germi, presi dalla fobia post pandemica per l’igiene, rischieremmo di farci “trovare impreparati” a nuovi attacchi da parte dei virus del futuro. È ora, dunque, di imparare a conviverci, di nuovo.

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